correre..

19 10 2010

.. pozione di benessere, antidoto contro il malumore, miscela di autostima..

Mai fermo, mai, sono vivo!

Venezia.. Arriviamo! 😉

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30 del mare?

9 10 2010

..no, 27 tra la zona industriale e la protezione civile di M.Rotondo..poi booom di testa e gambe negli ultimi 3 di salita x il ritorno verso casa!al buio, in salita, al passo, 3 km infiniti 😦
Cmq, considerando la mezza dei castelli di domenica e il 4×3000 in settimana + la settimana lavorativa che mi sta vedendo impegnato  sia oggi che domani(motivo x cui nn sarò ad Ostia), ci posso stare, penso, che dite?!? 😀





a volte..

5 10 2010

..mi chiedo il perchè, i perchè “corro”!
Nei pochi momenti di vita sociale a cui mi dedico (salsa) mi accorgo di essere un alieno e ragiono che se non corressi avrei il tempo per fare altre cose, confrontarmi con le persone e crescere di esperienze di vita..
La giornata dovrebbe essere fatta di 100 ore per riuscire a vivere a pieno questa sola vita!
Forse è il titolo e didascalia del blog che devo cambiare:
er Moro’s blog – Running, and meantime…
er Moro’s blog – Di corsa, e nel frattempo…

FRATTEMPO che non c’è!

Non c’è ma domenica scorsa ero alla mezza dei castelli, chiusa in 1h 42′ 29” 😀 e sempre + intenzionato a riuscire a scendere sotto queste maledette 3h 30′ in maratona.. Perchè? Perchè solo chi corre può capirmi!!! 😳

ps:
un saluto ad Anna che anche se di sfuggita è stato un piacevole blogpoint 😀





CL… qnt mi manchi!

6 09 2010

Parlo della CL corsa nei tempi morti, qnd uno potrebbe preooccuparsi di altre cose ed invece indossa le scarpette e va, alla deriva, così, x il piacere di correre..
Le prossime maratone, Venezia prima e Firenze poi saranno massacranti, già lo so!
Penso che affronterò Venezia con l’intento di predisporre il fisico x Firenze, senza nulla pretendere, davvero..
La domanda sorge spontanea: perché?!?
Nn lo so o forse si..Mah…Lo so: nn è qst lo spirito maratona ma qst periodo della mia vita è così!!!
Firenze sarebbe il mio primo servizio pace, capito, io AHAHAAHA e mica x le 4 ore, no x le 3.30 AHAHAHAH povero Runner e povero me che me lo vedrò scappare via alla sua prima maratona 😀





Er Moro de Piazza-Navona

3 09 2010

Vedi llà cquela statua der Moro
c’arivorta la panza a Ssant’aggnesa?
Ebbè, una vorta una Siggnora ingresa
la voleva dar Papa a ppeso d’oro.

Ma er Zanto Padre e ttutto er conciastoro,
sapenno che cquer marmoro, [1] de spesa,
costava piú zzecchini che nun pesa,
senza nemmanco valutà er lavoro;

je fece arrepricà ddar Zenatore
come e cquarmente nun voleva venne [2]
una funtana de quer gran valore.

E cquell’ingresa che ppoteva spenne,
dicheno che cce morze de dolore:
lusciattèi requia e scant’in pasce ammenne.

Note
↑ Marmo.
↑ Vendere.

di Giuseppe Gioachino Belli – Sonetti romaneschi





Correre significa saper aspettare..

17 05 2010

..e qst è il momento di farlo!
Aspettare che le salite della vita spianino, affrontandole come si affronterebbero qll della strada dopo un periodo di preparazione che ci ha portati ad affrontarle, soffrendole ma sapendole gestire, con il giusto impegno, lungo tutto il loro percorso!
Porre la corsa come metafora di vita meglio mi fa affrontare le fatiche che mi si presentano giorno dopo giorno…Ogni salita-problema ci rende + resilienti… e il naufragar m’è dolce in questo mare
Ciao a tutti, vi penso tutti ma ora ho da affrontare questa salita.. Mi capirete sicuramente, solo i blogTrotters possono farlo! Ciao ragazzi





I cronometri impazziti e lo strano 200 di Bolt

7 05 2010

Una settimana fa mi arrivava la mail d’er Califfo riportante l’impresa di Bolt.
Ieri mi cadeva un occhio su qst articolo di la Repubblica che mi ha fatto ripensare ad un post del passato di RB in cui metteva in dubbio il corretto funzionamento dei cronometri (ricordo male Giancà):

Questo l’articolo:


Correzione lampo per il 4° tempo di sempre. A Kingston il 19”61 è diventato subito 19”56. Il giudice “Mai visto niente di simile”di ENRICO SISTI

Un fulmine di nome Bolt si abbatte sul display che scandisce il tempo dei 200 metri al Jamaican International Invitational di Kingston. L’aggeggio va in tilt e diventa il protagonista di un piccolo giallo cronometrico. La prova che ci sia un mistero è contenuta nel filmato della gara (su repubblica.it): quando il campione taglia il traguardo il tabelloncino luminoso si ferma a 19″61 ma dopo nemmeno quattro secondi, anche se in teoria quel tempo dovrebbe essere cristallizzato dallo stop della fotocellula, il display si rianima retrocedendo di cinque centesimi: fino al 19″56 che diventerà il risultato ufficiale della gara. Bolt non c’entra niente. Lui, con la sua “gioia tranquilla”, si è limitato a fare l’ennesima prestazione da paura, in totale decontrazione, rallentando negli ultimi venti metri, come fosse un gioco da ragazzi stabilire (con 19″56) il quarto tempo di sempre sulla distanza: “Confesso però che in 30 anni di campo e di tecnologie applicate all’atletica leggera non mi era mai capitato di vedere una cosa simile”, ammette Lamberto Vacchi, fiduciario nazionale del gruppo giudici della Fidal, uno dei massimi esperti di tecniche di cronometraggio in Italia e nel mondo.

Il mistero dei cinque centesimi sottratti fa il giro del mondo su youtube. Chi ha rubato la marmellata? “Certo” ammette Elio Locatelli, responsabile dello sviluppo della Iaaf, “non si può assolutamente immaginare che per puro gioco qualcuno della federazione giamaicana si sia messo a smanettare sulle apparecchiature”. Eppure qualcosa di strano (e di inusitato) è capitato sabato sera sul display dello stadio di Kingston. La velocità è materia sfuggente, volatile, quasi esoterica, proprio perché legata ai centesimi, a volte ai millesimi. Ai ritmi impressi dai grandi sprinter, un centesimo corrisponde a un metro, se non di più. Roba seria. Fosse successo in una gara ufficiale, un mondiale, un’Olimpiade, la risonanza e i dubbi si sarebbero moltiplicati. Fosse avvenuto per un tempo più basso, vicino al record, si sarebbe scatenato l’inferno. Cinque centesimi di follia di un display è qualcosa che, oltretutto, non può riguardare la sfera del possibile, ma non sempre necessario, arrotondamento: “L’arrotondamento di un tempo è competenza dell’addetto al fotofinish” prosegue Vacchi, “avviene dopo aver visto determinate immagini al computer e di solito non arriva mai prima dei venti/trenta secondi. E poi parliamo di arrotondamenti di un centesimo, raramente due”. Quando vinse i 200 a Berlino, il primo tempo ufficiale di Bolt fu 19″20. Dopo un minuto circa venne “arrotondato” a 19″19.

E allora: “L’unica spiegazione, un po’ fantasiosa per la verità, che posso darmi” conclude Vacchi, “è che lì a Kingston fossero attive due strumentazioni”. Dalla Giamaica, Garth Gayle, l’uomo della federazione responsabile del “Lynx Photo Finish System” si è accorto che qualcosa non ha funzionato. E ha promesso di fornire le necessarie spiegazioni dello strano caso del display pazzo. (06 maggio 2010)